Domande e Risposte

Le domande:

  1. Chi è l’autore della lettera di solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere? [MODIFICATO]
  2. Perché l’ha scritta e messa online?
  3. Come mai ha avuto tanto successo? Cosa c’è dietro?
  4. Cosa sono quei line voided che compaiono di tanto in tanto al posto di una firma?
  5. Ma allora quante sono realmente le firme convalidate?
  6. Perché è mista in italiano e in inglese?
  7. Perché non corregge il cognome del Rettore Guarini nell’intestazione?
  8. Ma allora, se sapeva che funzionava cosí, perché non è stato più attento?
  9. Non mi sembra che abbia senso indirizzare una petizione ad una persona, se nel testo se ne critica l’operato!
  10. Cos’è www.petitiononline.com? Perché vogliono un dollaro?

Le risposte:

  1. Chi è l’autore della lettera di solidarietà ai docenti della Sapienza a difesa della laicità del sapere ?
    Mi chiamo Gherardo Piacitelli. Insegno matematica in una scuola friulana, mi sono laureato in fisica alla Sapienza molti anni or sono e sono stato allievo di più d’uno dei 67 firmatari della lettera al lettore, anche se probabilmente a distanza di tanti anni non se ne ricordano.
    Non sono certo un esperto di blog, e si vede; è la prima volte che ne gestisco uno.
    All’inizio avevo deciso di non mettere il mio nome in evidenza, anche se non è un segreto visto che sono ovviamente il primo firmatario della lettera che ho scritto. Tuttavia, come argomentato da lorenz nel suo commento, questo oltre a essere inutile è anche fastidioso. Appena avrò un po’ di tempo riorganizzerò il blog secondo i suoi suggerimenti.
  2. Perché l’ha scritta e messa online?
    Perché ero arrabbiato, ed ero stupito che nessuno l’avesse ancora fatto. Mi sono però reso conto che il livello di disinformazione era talmente devastante e conforme da confondere nel dubbio anche i cittadini più avvertiti. In un certo senso ero in una posizione privilegiata: conoscevo le persone coinvolte e l’ambiente in cui tutto ciò era maturato, cosa che mi permetteva di valutare esattamente la puerilità e la non rispondenza al vero di certe affermazioni; ma nel contempo ero sostanzialmente estraneo a tutto, anche geograficamente. Inoltre, conoscevo abbastanza bene i meccanismi di internet. Infine, avevo un passato di attivista in ambito associativo in fatto di politica della ricerca, e quindi un minimo d’esperienza nello scrivere documenti.
  3. Come mai ha avuto tanto successo? Cosa c’è dietro?
    Non c’è nulla dietro; la lettera ha avuto successo perché è piaciuta, perché ha incontrato il favore delle persone che l’hanno letta. Non serve una grande organizzazione per ottenere questo: se dieci persone ricevono un messaggio con preghiera di diffusione, si riconoscono in esso, e ciascuna di esse lo gira ad altre dieci persone, e via di seguito, si innesca un meccanismo esponenziale. Perché questo avvenga, è necessario e sufficiente che il testo sia condiviso.
  4. Cosa sono quei line voided che compaiono di tanto in tanto al posto di una firma?
    Purtroppo ho dovuto cancellare molte firme. Si tratta di tutte le firme dove veniva indicato solo il nome, ma non il cognome (e anche quelle con evidenti nomi di fantasia, oltre ad alcune ripetizioni). In molti casi, i firmatari sono stati fuorviati dal modulo di sottoscrizione, che richiede soltanto “Name”, in inglese. Se hai il dubbio che sia successo a te, ricontrolla la tua firma; se è stata rimossa, ti prego di rinnovarla inserendo il tuo nome e cognome completi.
  5. Ma allora quante sono realmente le firme convalidate?
    A occhio e croce, circa il 15% in meno del totale indicato sul sito (quel numero conta anche le righe rimosse). Considera però che si tratta di una stima pessimistica; molte delle firme rimosse appartengono a persone che si sono sbagliate, fuorviate dal modulo di sottoscrizione; è il caso per esempio della mia amica Armida (Muz il suo cognome), firma N.3, che non ho rimosso per non toglierle il piacere del N.3, essendo certo della sua volontà di firmare.
  6. Perché è mista in italiano e in inglese?
    Perché mi sono avvalso di un sito americano (www.petitiononline.com) dove chiunque può pubblicare una petizione; il software che lo gestisce è in inglese. Tuttavia questo sito è molto noto in rete e ospita migliaia di petizioni in tutte le lingue, dalle più bislacche alle più serie. Funziona così.
  7. Perché non corregge il cognome del Rettore Guarini nell’intestazione?
    Ma se l’ho corretto… Ricontrolla! In generale non posso fare cambiamenti: la regola di petitiononline è che non è possibile modificare in alcun modo la petizione dopo che ha ricevuto le prime firme, ovviamente a tutela dei firmatari. Eccezionalmente sono riuscito a ottenere la correzione del refuso, visto che il nome era riportato correttamente nel testo.
  8. Ma allora, se sapeva che funzionava cosí, perché non è stato più attento?
    Perché avevo fretta. Sapevo che altri probabilmente avrebbero avuto la stessa idea, e volevo arrivare per primo; non per ansia da prestazione, ma perché speravo di far convergere tutti su una lettera dura si, ma pacata.
  9. Non mi sembra che abbia senso indirizzare una petizione ad una persona, se nel testo se ne critica l’operato!
    Vero, ma non ci si faccia ingannare dal nome del sito; la nostra non è una petizione, ma una lettera aperta.
  10. Cos’è www.petitiononline.com? Perché vogliono un dollaro?
    Come ho già detto, è un sito dove chiunque può inserire la propria petizione gratuitamente; loro guadagnano solo dalle inserzioni pubblicitarie e dalle donazioni (concetto assai comune nel mondo anglosassone, meno da noi). Quindi non è vero che “vogliono un dollaro”; ma se lo desiderate, potere donarlo.

7 Risposte a “Domande e Risposte”

  1. emma carosio Dice:

    ho notato che nella lista molte firme irregolari non sono state ancora rimosse; immagino lo si farà alla fine, altrimenti si comprometterebbe la serietà del tutto. ..Segnalo a tale proposito che la mia firma è stata inviata per errore due volte (1606 e 1607).
    Buon lavoro e grazie!

  2. appellolaico Dice:

    Come già detto periodicamente pulisco le firme, eliminando anonimi, doppioni, falsi… Solo che quando è cominciata quest’avventura non mi aspettavo una cosa del genere… l’ultima ripulitura è stata oltre 4000 firme fa!

  3. lorenz Dice:

    Pessima idea non dire chi è, ossia chi ha scritto una lettera, pessima idea non scrivere subito all’inizio della petizione che si tratta di una lettera aperta, e pessima idea non specificare alla fine della stessa di firmarsi nome e cognome quando si dice “Name”.
    Insomma, è un casinista, ma ho firmato lo stesso e sto diffondendo.
    Lorenzo Galbiati
    ps: di nuovo: ci ripensi, ed esca allo scoperto, dica chi è, sennò perde di credibilità, personalmente mi è sembrato strano fin da subito che non ci fosse il nome dell’autore o degli autori della lettera, e ora che ho visto il blog, sono andato sul perchè del blog e ora qui e ho visto la sua risposta alla domanda chi è… beh, mi son venuti dubbi sul diffondere o meno questa lettera… la prego, ci pensi, e si firmi, santo cielo, lo fanno tutti e non lo fa l’estensore della lettera? è assurdo, passa per poco serio!
    Lorenzo Galbiati

  4. appellolaico Dice:

    Beh, quando si firma la lettera aperta, in basso c’è scritto il nome e cognome di chi l’ha scritta, Gherardo Piacitelli. Se poi uno guarda chi è il primo firmatario, trova lo stesso nome e lo stesso cognome. Non è un segreto. Non è neanche difficile verificare le informazioni che ho dato su di me nel blog; ho un nome poco comune, basta darci dentro di google.

    Sto cercando semplicemente di non approfittare di questa cosa per farmi pubblicità a livello personale, tutto qui. Io so che non ci crede nessuno, ma la storia è verissima. Sono seduto nel mio salotto di casa a Trieste, insegno matematica a Latisana in un IPSIA (ce n’è uno solo). In questo salotto ero arrabbiatissimo per quello che vedevo, provavo lo stesso senso di frustrazione che ha spinto voi a cercare in rete se c’era qualcosa da firmare. L’unica differenza tra me e molti di voi è che ho un po’ di dimestichezza con la rete (ma non con i blog, e si vede).

    Quando ho messo su la lettera, pensavo che se andava bene avrei fatto qualche centinaio di firme. Non mi sarei mai aspettato una simile, sterminata marea… Francamente sono persino spaventato dalla responsabilità che mi è caduta addosso.

    Se l’avessi immaginato, avrei fatto le cose meglio. Sulla faccenda del “Name”: quello è immodificabile, è bloccato dal software. Sulla faccenda della lettera aperta: hai ragionissima, ma non posso cambiarlo. Vietato, regole del sito che ospita la petizione.

    Ciao,
    Gherardo Piacitelli

  5. lorenz Dice:

    La ringrazio!
    Immaginavo che non volesse dire il suo nome per non essere accusato di voglia di protagonismo o narcisismo ecc. ma capisce bene che qui si tratta a tutti gli effetti di un documento pubblico, e ora che sta avendo tutte queste adesioni, se mi posso permettere (io non mi intendo del web ma dei blog sì), non faccia fare ai lettori la fatica di chiedersi ma chi è l’autore della lettera, che nome ha ecc., lo scriva, chiaro e tondo non qui nelle domande e risposte (tolga la prima domanda che ora non ha più senso!) ma da qualche parte ben in evidenza, o in calce al sottotitolo del blog, oppure trovi lei una formula neutra, ce ne sono tante, per esempio, apra un “Chi sono” di fianco a Ma che cos’è questo blog e scriva la risposta alla prima domanda, ma iniziando così, Mi chiamo Gherardo Piacitelli ecc. metta però date e nomi, date della laurea, nome dei professori che ha avuto, ecc…
    é la sua vita, e questo è il suo blog: ne ha tutto il diritto, in più in questo modo invita noi tutti a presentarci, a entrare in relazione, non solo parole su schermo di pc, e soprattutto, speriamo, prima o poi passerà di qui uno dei 67, magari un suo ex prof e allora sarà davvero bello confrontarsi! E forse questa non sarà un’iniziativa estemporanea ma continuativa, chissà magari potrebbe diventare l’inizio di un susseguirsi di blog sulla laicità, oppure il suo stesso blog potrebbe diventare un blog collettivo sulla laicità, se lei vuole, una volta che troverà dei commentatori fissi, e che ci si “conoscerà”, del resto motivi di impegno per la laicità non mancheranno.
    Da collega (insegno scienze naturali in un liceo milanese), mi auguro e … beh di auguri ne ho fatti molti in questo commento, le pare?? ;-)
    E la invito a seguire il mio blog!

  6. chiara Dice:

    grazie per il lavoro svolto, immagino la fatica e l’impegno, anche solo per eliminare quegli stolti che scrivono solo per compromettere e ridicolizzare l’iniziativa. Vi stimo

  7. ursomanfo marcello Dice:

    mi è dispiaciuto non essere giunto in tempo utile per poter sottoscrivere la lettera inviata al presidente della repubblica.
    comunque vorrei far rilevare l’ampio spazio delle televisioni di stato che viene dato al papa , l’italia è un paese cattolico solo perchè la chiesa cattolica una volta che ti ha dato il battesimo ,anche se richiesto non ti cancella tra i suoi adepti.

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