Ma, insomma, e Galileo?

Cari amici, eccomi al quarto post su questo blog. La marea ha raggiunto il massimo, poi s’è ritirata… ma l’acqua è sempre lí, ed è tanta.

In attesa di trovare un modo di dare visibilità alle nostre firme (magari dopo la soluzione della crisi di governo, ché prima non ci si fila nessuno), adesso che siamo a boccie semiferme vorrei lanciarmi anch’io nella disamina del pensiero di Joseph Ratzinger. Dopo tutto, nelle scorse settimane l’Italia pullulava di esperti di Feyerabend. Io, a essere sinceri, pur reputandomi solo moderatamente ignorante, di Feyerabend sapevo a malapena che esistesse un filosofo con un nome simile. Né oggi ne so molto di più.

Tuttavia so leggere, e so un po’ di fisica. Quindi mi lancio, senza troppe pretese, e mi direte che ne pensate.

Tutto parte dal famoso discorso di Ratzinger a Parma nel 1990, di cui in rete pare si riesca a trovare solo uno stralcio; potete ad esempio leggerlo sul Ratzinger fan club (spettacolare il sondaggio!).

Letto? Vi è piaciuto? A me pare che il discorso di Ratzinger sia abbastanza semplice, anche se la sua traduzione nell’italiano di tutti i giorni non è facile. Molto più delle citazioni io trovo preoccupante il testo originale dell’allora cardinale: “Nell’ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall’uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile. Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo.”

A me sembra chiarissimo e molto preoccupante: al posto dei 67 io avrei citato questa frase nella protesta al rettore! E’ una vera e propria affermazione programmatica, che non necessita spiegazioni.

Poi Ratzinger cita due autori, Bloch e Feyerabend, a sostegno della sua tesi che il caso Galileo viene valutato diversamente. Molti difensori di Benedetto XVI hanno contestato ai 67 professori la citazione della citazione di Feyerabend, variamente argomentando sul fatto che Ratzinger non condividesse le affermazioni di Feyerabend, pur citandolo. Io questa cosa non l’ho capita, pur avendola letta su molti giornali. In primis, Ratzinger prende come caso esemplare del suo pensiero proprio il dibattito sulla valutazione del caso Galileo. Proprio il caso Galileo, mica un altro! E cita proprio due autori che mettono in discussione, non importa con quali scopi e in quale contesto, il mito del caso Galileo. Mica se lo sono inventato i 67 fisici! Ratzinger non dice se condivida o meno quanto detto da Bloch e Feyerabend, ma il punto cruciale, per lui, è che se ne discuta. E quindi non cadiamo neanche noi nell’errore di commentare il merito delle frasi citate, anche se ` lecito pensare che le citazioni scelte non gli dispiacessero. Ma non entriamo nel merito, perché il vero obiettivo di Ratzinger in quel discorso era che ci fossero margini per abbattere Galileo dal suo piedistallo, e tanto gli bastava.

La strategia di attacco al prestigio della ricerca scientifica è evidente e dichiarata senza sotterfugi. E’ chiaro che a nessuno importa di una storia vecchia di tre secoli; parlare di Galileo è un parlare a nuora perché suocera intenda! Il vero problema è: cosa farebbe la chiesa romana se un caso analogo a quello di Galileo si presentasse oggi (mutatis mutandis)? Per esempio se si dovesse discutere di ricerca sulla staminali?

E’ il momento per accennare alla riabilitazione di Galileo voluta da Giovanni Paolo II. Vi segnalo prima un link interessante, gli atti del processo a Galileo, scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale dell’archivio vaticano. Invece il succo delle conclusioni della “commisione Poupard” voluta da GPII sta tutto nel seguente brano: ” È in questa congiuntura storico-culturale, ben lontana dal nostro tempo, che i giudici di Galileo, incapaci di dissociare la fede da una cosmologia millenaria credettero a torto che l’adozione della rivoluzione copernicana, peraltro non ancora definitivamente provata, fosse tale da far vacillare la tradizione cattolica e che era loro dovere il proibirne l’insegnamento. Questo errore soggettivo di giudizio, cosí chiaro per noi oggi, li condusse ad adottare un provvedimento disciplinare di cui Galileo «ebbe molto a soffrire». Bisogna riconoscere questi torti con lealtà, come ha chiesto Vostra Santità.”

In sostanza, il processo fu ingiusto, secondo la commissione, perché basato su un errata valutazione teologica dell’impatto etico e teologico sulla fede cattolica. Ma a ben vedere, ragionando a contrario, questo vuol dire che, se la valutazione teologica fosse stata corretta, allora il processo a Galileo sarebbe stato giusto.

Insomma, non solo si riafferma il primato della fede sulla scienza (e fin qui…), ma si ribadisce implicitamente il diritto che la chiesa si autoconferisce di usare strumenti di coercizione di natura temporale, se necessario, al fine di garantire il trionfo della fede. Tout se tien.

Alla luce di tutto questo, il discorso che Benedetto XVI avrebbe pronunciato alla Sapienza diventa leggibilissimo; il filo diretto tra il discorso di Parma e quello della Sapienza è evidente: nella sua pontificia infallibilità il papa avrebbe coerentemente auspicato un’asimmetrica ricongiunzione tra fede e scienza, in chiave etica.

12 Risposte a “Ma, insomma, e Galileo?”

  1. Davide B. Dice:

    Ciao,
    solo oggi sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo blog visitando quello di Luttazzi. Mi dispiace che la raccolta delle firme sia già stata chiusa: non sono riuscito ad apporre la mia firma in tempo. Volevo comunque dire che questa iniziativa gode di tutto il mio appoggio e la mia solidarietà.
    A presto. Davide

  2. Sara Dice:

    Sono d’accordo che i 67 abbiano sbagliato a mettere come pietra dello scandalo una citazione, perche’ sono caduti nella trappola in cui sono caduti gli islamici con il discorso di Ratisbona.

    La tecnica dell’uso della citazione nell’argomentazione di Ratzinger e’ da manuale : Ratzinger cita una tesi estrema, non la contesta, e lascia cadere una frase del tipo che se si e’ arrivati a dire questo, una ragione ci sara’ pure. “Io non arriverei a dire tanto, però……….”
    Insomma lascia al destinatario la responsabilita’ di pensare se lui condivide o meno. Se la tesi passa, bene, senno’, non succede nulla perche’ tanto la frase non l’ha scritta il Papa, ma qualcun altro (quindi uno s’incazza, e s’incazza ancora di piu’ perche’ gli dicono che non ha il diritto d’incazzarsi).

    Dopodiche’ ritratti e dici che c’e’ stato un malinteso (potrei definirlo anche il “metodo Berlusconi”, solo che lui non parla di malintesi ma di manipolazioni dei giornalisti).

    Un’informazione che ho, ma che non riesco a verificare al momento, per cui prendetela così com’e': verso la fine del 1800, il vescovo di Piacenza Giovanni Battista Scalabrini “padre dei migranti” un giorno si vide recapitare una richiesta dal Papa di dichiarare pubblicamente che forse si poteva anche prendere in considerazione, da parte della Chiesa, l’idea di abbandonare definitivamente il potere temporale (perduto nel 1870, appunto), e di non considerarsi piu’ “prigioniera” dello Stato Italiano. Scalabrini ubbidì, scrisse queste parole scandalose, e scoppio’ il putiferio.
    A distanza di anni dalla morte di Scalabrini, gli affiliati alla congregazione tirarono fuori questa lettera e argomentarono che il vescovo non era ammattito, ma era un fulgido esempio di obbedienza alla Chiesa. Al Papa serviva qualcuno che potesse dire l’indicibile, una frase che lui personalmente non avrebbe mai potuto pronunciare, per aprire la discussione.

    Cosa voglio dire? Che il cardinale Ratzinger con le sue sparate su Galileo probabilmente serviva proprio a questo, a fare le dichiarazioni piu’ dure in modo da preparare il terreno a interventi successivi di Papa Wojtila. Che fu un Papa amatissimo, ma se uno va a leggersi quello che effettivamente ha detto, e’ stato quello che di recente ha messo piu’ “paletti” - paletti che Papa Ratzinger sta solo confermando ma, poveretto, non ha il carisma mediatico di Wojtila.

    Solo che adesso Ratzinger e’ diventato Papa, ma la tecnica della sparata e’ rimasta la stessa. Sinceramente, la cosa mi preoccupa perche’ questa non e’ la prima e temo che non sara’ l’ultima.

  3. giorgio Dice:

    Il vostro non e’ laicismo ma fanatismo.

  4. appellolaico Dice:

    A ezio e giorgio: tutte le opinioni sono le benvenute. Ma detto cosi` è proprio inutile. Provate almeno a spiegare perché pensate queste cose e dove quello che si dice qui vi sembra sbagliato. Francamente non riesco a capire a cose serva scrivere “non sono d’accordo” senza dire perché; almeno non su un blog, che per definizione è uno spazio di discussione. Perché potrei rispondere che i fanatici siete voi!

    Gherardo

  5. Sandro Dice:

    Il caso della black list dei professori ebrei de La Sapienza pubblicato da
    un sito neofascista e’ noto a tutti, non serve raccontarlo. Con un incredibile (ma vero) capovolgimento della realta’, su questo sito consigliato da Forza Italia la notizia diventa:

    ———————————
    LA SINISTRA ANTISEMITA:

    Almeno 160 “docenti” della “università” romana “La Sapienza” (le virgolette
    sono d’obbligo) hanno firmato una lista nera che individua e rastrella tutti
    i professori di origine ebrea, a Roma e in altre università italiane.
    —————————-

    Provare per credere:

    http://tinyurl.com/yv7aqw

  6. Sara Dice:

    Per sdrammatizzare, questo sketch di Corrado Guzzanti “Lorenzo” su Galileo Galilei :)

    http://it.youtube.com/watch?v=M48iav1dOmk

  7. Valeria Dice:

    Caro Gherardo per favore dacci un segnale! Che ne è della lettera? Pensi che riusciremo ad avere un po’ di visibilità prima che finisca la campagna elettorale e tutti i giochi siano fatti? Immagino che tu sia molto impegnato, ma cerca di inserire ogni tanto due righe di aggiornamento, tanto per non darci l’impressione di aver firmato l’aria.
    A presto, Valeria

  8. fabri Dice:

    fra l’altro - ma sarebbe il minimo dato che non è un fisico - nel famigerato e stracitato ormai scritto di B16, ci sono delle discrete fesserie su eliocentrismo, geocentrismo, principio di relatività etc.

    ma almeno potrebbe farsi consigliare da qualcuno…. OPS! ma….. non dovrebbe essere costantemente sotto il consiglio di “Qualcuno”???? mi manca forse qualcosa????

    PS: d’accordissimo con Sara.

  9. piersky Dice:

    Ci sono delle novità per quanto riguarda l’appello?
    A mio parere si potrebbe appogiarsi a qualche associazione che si batte per la laicità.
    Credo che l’UAAR sia la più organizzata e con una discreta presenza sul territorio, Inoltre, è un’associazione di promozione culturale legalmente riconosciuta e quindi con molte più possibilità rispetto ad un singolo cittadino.

    Spero che la petizione non rimanga inutilizzata!
    P.s. segnalo che è aperta una petizione a favore della 194 al sito:
    http://www.firmiamo.it/liberadonna

  10. giurustaperaso Dice:

    Ciao, ho saputo anche io di questo blog solo oggi via Luttazzi… sono all’estero per motivi di studio al momento, qua il confronto con gente da ogni parte del mondo, dalla Francia all’Iran, non manca e.. sì, ho sempre più l’impressione che l’italia sia profondamente fondamentalista.
    In bocca al lupo per la petizione!

  11. Valeria Dice:

    “In attesa di trovare un modo di dare visibilità alle nostre firme (magari dopo la soluzione della crisi di governo, ché prima non ci si fila nessuno),”………
    La crisi di governo si è risolta o sbaglio?

  12. Valeria Dice:

    Ma, insomma, … che tristezza…
    Evidentemente ci sono solo più io che ogni tanto torno a visitare questo blog…

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