La lettera aperta di solidarietà ai docenti della Sapienza ha avuto un successo inimmaginabile. Ormai la raccolta firme volge al termine, la curva delle adesioni è in netto calo. A breve sarà chiusa, sbrigatevi. [AGGIORNAMENTO: LA RACCOLTA FIRME E' STATA CHIUSA]
Nel titolo di questo post ho cambiato immagine, non più l’Everest, verticale, ma la marea, orizzontale, magmatica, lenta, immensa.
Questa incredibile marea diventerà un monito duraturo sulla questione della laicità; raccogliere decine di migliaia di firme in pochi giorni, senza l’aiuto dei giornali, solo per effetto del tam-tam della rete e della volontà dei cittadini (detesto la parola “gente”) di informarsi e dire la propria, testimonia potentemente l’ineludibilità della questione laica. Le nostre firme potranno venir passate sotto silenzio o vituperate, ma sono un dato di fatto. Adesso si dovrà capire come far emergere alla luce del sole vero, quello al centro del moto della terra, questa isola virtuale. Non sarà facile, ovviamente adesso l’attenzione di tutti è centrata sull’emergenza politica.
In Italia, l’irrisolta questione del rapporto tra stato e chiesa ha creato ciò che in politica è considerato un assurdo. Si dice che in politica non esiste il vuoto. Invece l’identità laica oggi in Italia è largamente sottorappresentata. La ricerca del consenso al centro, la paura di entrambi i fronti di non farcela senza il voto cattolico ha cancellato una semplice verità: che la laicità è un valore condivisibile e condiviso anche da molti credenti; che una politica sana e rispettosa di tutti è possibile anche con la cultura cattolica, non necessariamente contro. Che la laicità dello stato e delle istituzioni è un’idea armoniosa di patto sociale.
Purtroppo, la chiesa romana si è messa in marcia contro la laicità con rinnovato vigore sotto il pontificato di Joseph Ratzinger; la radicalizzazione anticlericale delle posizioni laiche, naturale reazione ad una politica culturale aggressiva della chiesa, sta facendo gioco a chi ha disegnato questo progetto, rendendo estremamente difficile ad un credente di smarcarsi, di manifestare un civile dissenso all’interno della propria comunità. Il dialogo all’interno del mondo cattolico appare ingessato, e la radicalizzazione anticlericale trasforma il gesso in cemento. Forse stiamo leggendo come aggressiva verso l’esterno quella che in realtà è solo una politica di contenimento interno.
Il degno compagno di strada di un simile percorso è un’informazione in parte controllata, in parte conformista e priva di spina dorsale.
***
Vorrei dedicare l’ultima parte di questo post ai giovani, mi perdonerete questa piccola deformazione professionale di insegnante. Chi insegna a scuola, chi ha figli in età scolare, ma soprattutto voi stessi, giovani che andate a scuola: tutti insieme sappiamo che il problema principale, a scuola, è la disciplina (uso ancora questa vecchia, cara, negletta parola). Disciplina non tanto nel senso di obbedienza e sottomissione, ma di capacità di interpretare: il rispetto delle istituzioni, il rispetto del lavoro, il rispetto del sapere, il rispetto di sé. In ordine crescente di importanza. La verità: la tristissima verità è che tutto questo è colpa nostra al 70%, colpa della società degli adulti. Basta vedere la televisione, sputi nel parlamento, parole irripetibili, spintoni,… domani io come faccio a entrare in classe e arrabbiarmi con voi, se fate le stesse cose?
Purtroppo la maggior parte dei vostri tanti difetti viene dalla società degli adulti. Ma il 99% della piccola speranza di questo paese di risalire la china dipende da una vostra scelta. Se riuscirete a provare schifo per tutto questo, ma anche a non cadere nella facile via di fuga dell’indifferenza, allora c’è speranza per il futuro.
Vi prego, non diventate come noi. Siate meglio dei vostri insegnanti, dei vostri genitori; più seri; più capaci di mantenere la disciplina di sé. Chiedete più di quanto vi viene offerto. Purtroppo oggi solo questo sarebbe veramente dirompente, anticonformista, rivoluzionario. Perch´ oggi essere volgari, animati da bassi istinti, irrefrenabili nei modi, maleducati ed irresponsabili è molto più che conformista; è istituzionale! Ragazzi aiutateteci, non ce la facciamo più!
25 Gennaio 2008 alle 20:28 |
Quanto tempo C’e’ prima che finisca la raccolta delle firme?
25 Gennaio 2008 alle 21:22 |
Finita. L’ho appena chiusa.
25 Gennaio 2008 alle 21:27 |
Secondo me andrebbe tenuta aperta ancora per qualche giorno…
Pier Paolo
25 Gennaio 2008 alle 21:30 |
Troppo tardi, chiusa. Comunque le statistiche sono impietose: si tratta di una curva a campana perfetta, e abbiamo raggiunto la coda, ormai restano gli spiccioli (oltre al rischio di ulteriori vandalsimi). Il campione è molto grosso
quindi…
26 Gennaio 2008 alle 1:06 |
Concordo con la lucida analisi che hai fatto nella parte del post indirizzata ai giovani.
Vorrei aggiungere solo che la nostra responsabilita’ di educatori non si limita al pessimo esempio che tanti di noi danno ai giovani ogni volta che, con il loro comportamento, mandano il preciso messaggio che il valore distintivo della societa’ e’ la forza; non la quieta, tenace, costante forza della volonta’ di esserci e di fare sempre meglio, nel rispetto di se stessi e degli altri, ma la prepotenza e la maleducazione.
Non e’ un caso se la scuola assiste impotente al crescere del fenomeno del bullismo, che e’ subito o tollerato quasi fosse un fenomeno ineluttabile e che non vale la pena neppure di tentare di arginare. Questo tipo particolare di violenza e’ lo specchio impietoso del degrado della societa’, ma anche della debolezza dei genitori, seguiti a ruota da certi insegnanti.
Quanti di noi ci tengono ad essere figure autorevoli per i loro figli, cosa ben diversa dall’essere autoritari? Quanti sono capaci di dire NO se e’ necessario, anche a costo di essere meno amati per un giorno, sia perche’ e’ molto piu’ comodo e facile dire sempre di si, sia perche’ non ci si rende conto che non e’ possibile abdicare al ruolo di guida verso i giovani?
In fondo i limiti servono per essere superati; certo non devono essere ottusi e gratuiti, ma semplicemente indicare cosa e’ permesso e cosa no in una societa’ civile, dove i nostri diritti finiscono dove iniziano quelli degli altri, ed il primo dovere di ogni persona e’ il rispetto, verso se stessi e gli altri.
Non abbiamo bisogno di una societa’ belluina, eppure e’ questo che ci ritroveremo se non vorremo capire neppure che con le loro ribellioni i giovani ci sfidano, ci mettono alla prova, saggiano la forza dei nostri convincimenti. E ci giudicano.
26 Gennaio 2008 alle 9:37 |
Speravo tanto di poter firmare l’appello di solidarietà..ma sono arrivata troppo tardi.
Sono un’insegnante anch’io e condivido in pieno l’analisi fatta e l’esortazione finale. Nella pratica quotidiana mi batto per la vera rivoluzione, quella culturale e del pensiero libero.
Trasmettiamo ai giovani ,attraverso il nostro operato, il messaggio di vivere dignitosamente la loro vita lottando per obiettivi e ideali. E non assistere passivamente alle cose che scorrono e vivere una vita non propria.
26 Gennaio 2008 alle 10:13 |
Caro Appellolaico, questo post richiederebbe un’altra sottoscrizione
Temo però che in questo momento i giovani, o meglio i giovanissimi visto che intendi coloro che frequentano la scuola, possano fare ben poco. Perché proprio dalla scuola mi par che non siano stati tanto abituati a ricevere una educazione civica legata alla conoscenza e rispetto della cosa pubblica e, se si parla di rapporto stato-chiesa, educazione laica, nel senso che secondo me dovrebbe avere nella scuola e cioè di equidistanza rispetto alla religione, qualunque essa sia.
26 Gennaio 2008 alle 15:50 |
Bene, 20mila firme sono un bel traguardo. Già: ma ora, che se ne fa? Anzi, visto che sono stata tra le primissime persone a firmare (numero 6), che ne facciamo?
Qualche idea: stamparla su modulo continuo e, dopo aver convocato giornali e televisioni, dalle regionali alle nazionali, consegnarla al Quirinale E al Rettore come un lungo nastro (ohi, a 30 nomi per foglio sarebbero quasi venti metri!) da tagliare per inaugurare una nuova stagione di laicità;
indire (organizzandola bene) almeno una conferenza stampa per parlare di quel che è successo, di come si sia passati dal tam-tam all’Everest e dall’Everest alla marea (l’hanno firmata anche giornalisti, non dovrebbe essere impossibile per chi l’ha lanciata risalire alle loro mail e chiedere che cosa sarebbero disposti a fare);
andare a consegnarla ai 67, o a Cini, trasformando la consegna in un evento pubblico.
Queste sono solo le prime idee che mi passano per la testa, e per le quali dò la mia disponibilità relativa (relativa al fatto che non sono una giornalista e che non vivo in una grande città, anzi proprio in un paesuzzo di campagna).
Insomma, ora la petizione c’è e ventimila persone chiedono, chi più chi meno, di non aver firmato l’aria.
Se è vero che ciò che vogliamo è costruire cittadinanza, sta anche a noi che abbiamo firmato farlo.
Come si dice: “non perdiamoci di vista”.
26 Gennaio 2008 alle 16:27 |
Beh, io credo che bisognerebbe consegnare le firme a Napolitano e a Guarìni, i destinatari dell’appello. Ma andrebbe coinvolto anche Mussi.
Poi si potrebbe cercare di far ottenere visibilità all’appello attraversoi la stampa…qui la vedo dura…. Però, mi sa che se si consegnassero le firme a Napolitano (senza coinvolgere l’opinione pubblica attraverso i giornali) otterremo un bel niente. Da persona di sinistra, Napolitano mi ha proprio deluso….è un conservatore dello status quo.
Penso che andrebbero informate le segreterie dei partiti di sinistra che più di tutti hanno deluso le aspettative….Insomma, fare una azzione di “lobbying” per persuadere i signori politici di come siano lontani dai loro elettori.
Pier Paolo
26 Gennaio 2008 alle 16:30 |
Dunque, le cose stanno cosi`. Ovviamente sono in contatto con i fisici romani (è stato divertente, non avevano idea di chi fossi, ovviamente hanno fatto il tifo per la lettera aperta). Adesso sto cercando di attivare qualche contatto giornalistico. Chiaramente adesso l’attenzione è tutta sulla crisi e ottenere spazi non sarà facile; inoltre finché non si capisce cosa succede, elezioni subito oppure no, nessuno politico vorrà confrontarsi con una simile gatta da pelare.
Ci sto riflettendo da un pezzo. Temo che ci vorrà molto lavoro e impostare la cosa su tempi lunghi, perché oggi come oggi non ci si fila nessuno; ed è anche comprensibile, la questione laica è un garbuglio che non si risolve in pochi giorni.
Debbo dire che non conosco bene la realtà laica; ho visto che c’è una caterva di associazioni, siti e blog. Sarebbe bene capire un po’ meglio questo microcosmo. C’è gente che le cose che stiamo dicendo qui, le dice da anni.
Tuttavia, senz’altro la nostra lettera e le sue 20000 firme hanno portato una ventata d’aria fresca, che sarebbe bene capitalizzare.
Io sto ragionando su un’idea, che ancora non è precisa, l’abbozzo soltanto. In qualche modo noi dovremmo imitare la chiesa. Rifiutare la compressione della laicità in una parte politica, e costituirci in lobby di pressione etserna. Esistono varie tattiche, neanche tanto nuove e che mi pare di ricordare che qualcuno abbia già provato, a partire dalla cosa piu` semplice: un certificato di laicità da attribuire a politici e partiti.
Finora sono cose rimaste sempre un po’ asfittiche, ma chissà, forse l’aria è cambiata. Non so, per il momento sono riflessioni vaghe, ve le butto li.
26 Gennaio 2008 alle 17:01 |
Sono una ragazzina di appena 16 e dalla mia posizione vorrei dare una piccola opinione,di certo non sò usare paroloni o fare grandi riflessioni però posso darvi una visione di ciò che è successo mia e dei miei coetani.
Tanti giovani non si rendono conto della minaccia alla laicità del sapere è vivono le loro vite come se nulla fosse successo concentrati sul problema di scegliere le scarpe.
Altri invece partecipano distaccatamente e disinteressatamente tramutandosi in “seguaci” dei loro professori o genitroi.
Pochi riescono a capire la gravità del problema e la minaccia che incombe sulla NOSTRA futura formazione vorrei incitare tutti a parlare il più possibile del problema e di non trascurarlo perchè sinceramente,tenendo conto che sono cattolica,sono stanca dei continui interventi che la chiesa fà in politica,nelle ricerche,nell’isrtuzione…
Penso che le lotta alla conquista di un paese laico non debba essere tralascata e trascurata e solo attraverso la divulgazione tale fenomeno potra svilupparsi non solo -a parole- ma anche -in fatti-.
Deborha
26 Gennaio 2008 alle 18:53 |
Credo che le firme vadano consegnate ai destinatari dell’appello, perche’ e’ per quello che abbiamo firmato, per far sapere che c’e’ chi sostiene i docenti della Sapienza e non e’ affatto contento di come sia stata manipolata l’informazione contro di loro.
E poi magari si potrebbe pensare di comunicarlo ai giornali, alle sedi dei partiti politici, a chiunque ci venga in mente di informare,cosi’ come abbiamo diffuso la petizione (internet, passaparola,bacheche, volantini, tutto quello che vi pare) perche’ e’ vero che il governo e’ caduto e i nostri politici hanno altro a cui pensare, ma io sono convinta che venire a conoscenza dell’esistenza della nostra e delle altre analoghe iniziative servirebbe a qualcosa.
27 Gennaio 2008 alle 0:53 |
Mi dispiace di non averla potuta firmare… sono arrivato troppo tardi.
27 Gennaio 2008 alle 8:23 |
ecco il mio contributo
cordiali saluti lu
http://cid-afbef941b331b5cd.spaces.live.com/?lc=1040
27 Gennaio 2008 alle 14:54 |
voglio sottoscrivere ma non ne ho modo dalla pagina Petionline; come devo fare?
27 Gennaio 2008 alle 15:05 |
A quelli che non han potuto firmare: sto pensando a una nuova iniziativa. Stay in tune. A Deborah: è un piacere saperti qui.
28 Gennaio 2008 alle 1:22 |
Perchè chiuderla così presto?
Per la nuova iniziativa, che dici di farla collettivamente?
28 Gennaio 2008 alle 18:47 |
sono un vecchio freak del ‘68:agnostico e pacifista.
ho firmato il vostro giusto appello e vi rigrazio
ma mi viene in mente il titolo di un famoso libro:
IL MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO(!!!)
penso proprio che ci siamo.
29 Gennaio 2008 alle 3:42 |
caro amico, ho apprezzato molto questa Petizione..uno splendido segnale per tutti! io sono un “giovane”, mi piace impegnarmi per i diritti civili e la laicità, e credo il movimento per la laicità e le libertà ha un grandissimo potenziale, finora inesplorato. lo dimostra che tantissime persone non hanno nemmeno fatto in tempo a firmare la petizione e solo ora l’hanno saputo, ricorda molto l’episodio di Gesù che chiede di tirare la rete in mare sotto l’incredulità dei discepoli..come una rete piena di pesci e talmente piena che la rete si spezza
scherzi a parte, partiti e le vecchie organizzazioni sono incapaci di esplorare questo consenso, si è visto che schifo compiono in governo e in parlamento.. quindi dobbiamo darci da fare noi. giustamente dici di fare emergere queste nostre forze alla luce del sole, farle sentire in campo, nei mass media come alternativa al vaticano e ai clericalpapisti che offuscano la vera Maggioranza del Paese. E appuntamenti preziosi ve ne saranno tanti nei prossimi mesi!
VI INFORMO DEI PROSSIMI APPUNTAMENTI LAICI, e invito ad informare i “mitici 20mila” firmatari, e di conseguenza tante tante persone che non hanno fatto in tempo a firmare la petizione: LIBERA ITALIA il 15 marzo(promossa dall’arcigay), Premio Martin Luther King per i diritti umani 4 aprile(promosso dall’Ucebi), V DAY per la libera informazione i 25 aprile(promossa dai meet up di Beppe Grillo). Fermiamo in agenda queste giornate splendide, perché tanti tanti liberali di ogni schieramento, senza bandiere di partito, ma solo animati dalla voglia di libertà, compresi i 67 docenti, possano scendere in piazza.
E io penso, rispondendo a te, che la speranza sono soprattutto GIOVANI, con il supporto di tante persone intelligenti over 40-50. sono soprattutto GIOVANI coloro che contestano lo strapotere esagerato del papa, perché i giovani delle claque di papaboys e ciellini sono davvero un’esigua minoranza. sono GIOVANI come me anche tanti cristiani non cattolico-romani. io sono di fede cristiana ma mi riconosco attualmente in una chiesa evangelica, e vedo davvero la tragedia del regime nei mass media, l’assenza di libertà d’informazione e di una legge sulla libertà religiosa. Insieme ad altre categorie discriminate tutti avvertiamo la stessa urgenza: studenti, ricercatori e docenti precari, donne, omosessuali, famiglie invase dalla spazzatura, giovani coppie in difficoltà per gli affitti troppo alti, ecc ecc UNIAMO LE FORZE E DIMOSTREREMO A TUTTI DI ESSERE MAGGIORANZA NEL PAESE. SIAMO TANTI, SIAMO LAICI, SIAMO PIU’ DELLA META’. ripeto, teniamoci insieme, in una grandissima rete, da estendere ulteriormente a tante persone che non hanno fatto in tempo a firmare l’appello, e partecipiamo ai prossimi appuntamenti di libertà: LIBERA ITALIA il 15 marzo, Premio Martin Luther King 4 aprile, V DAY per la libera informazione i 25 aprile! ciao!
29 Gennaio 2008 alle 9:41 |
L’iniziativa della petizione on-line è encomiabile e i suoi risultati sono significativi.
La reazione (apparantemente) generale all’episodio Papa-Sapienza è stata, secondo me, quanto di più esagerato, distorto e bigotto si potesse immaginare: (quasi) tutti a rincorrere la propria estraneità alla posizione (giustamente) laica dei docenti firmatari e a urlare contro l’”attentato” alla libertà di espressione ! E’ stata comunque la prima volta, dopo anni di immobilismo, che si è avvertito “qualcosa” all’interno dell’Università…
Sarebbe bastato proporre un intervento del Papa in un altro momento, contestualizzandolo diversamente, al di fuori dell’inaugurazione e il problema poteva non essere posto.
Mi chiedo come mai non sia accaduto qualcosa del genere per le precedenti visite (peraltro svoltesi) di Giovanni Paolo II e di Paolo VI e mi dico che erano tempi diversi, in cui il dibattito politico e culturale aveva ben altro spessore, e i Pontefici della Chiesa post-conciliare, riuscivano a scendere dal trono, vestendosi di ben altre “stoffe”..
29 Gennaio 2008 alle 16:01 |
Chiusa dopo dieci giorni perché altrimenti perde il suo senso di lettera di solidarietà per un certo fatto.
Inoltre, statisticamente il flusso di firme era evidentemente finito; eravamo nella coda della gaussiana; perché le ultime firme superassero il migliao, statisticamente si dovevavno prevedere molti giorni per ottnere un migliaio di firme.
Inoltre la petizione ha subito gravi forme di vandalismo; diverse centinaia di firme false, riportanti insulti, volgarità e terribili bestemmie. Finché le firme erano migliaia al giorno, il vandalismo era diluito; ma adesso che con difficoltà si raggiungeva il centinaio di firme al giorno, avremmo rischiato che le ultime firme fossero tutte un’infinita congerie di orrende sconcezze, screditando tutta l’iniziativa.
Quanto all’ideuzza che m’è venuta in mente, purtroppo è del tipo di cose che non deve essere bruciata; la riveli solo quando sono pronte e operative; e questa è difficilina, va preparata molto bene sotto il profilo legale e amministrativo. Non la sto facendo da solo, ho coinvolto diverse persone per evitare gli errori in cui si cade quando ci si muove con una testa sola, ma mi dispiace, resta un segreto. Beh, al massimo non avrà successo e resterà lettera morta.
Per il mo,mento sono ancora impegnato nella certosina opera di pulitura e presentazione delle firme.
Ciao, Gherardo.
29 Gennaio 2008 alle 16:38 |
Se le prossime elezioni si svolgeranno ancora con il sistema maggioritario, il leader del centrosinistra dovrà dire durante la campagna elettorale quale sarà il ministrp dell’Università. Io penso che non debba essere nominato un ministro come Mussi che, non solo si é caratterizzato per assoluto immobilismo, ma non ha tralasciato occasione per denigrare l’istituzione che, al contrario, avrebbe dovuto in ogni caso difendere. Riferendosi, poi, all’episodio della mancata visita del Papa alla Sapienza ha ritenuto di dichiarare “miserevole” il civile appello dei nostri colleghi romani.
Spero che i docenti universitari, che hanno sempre svolto un ruolo nella sinistra italiana, si rifiuteranno di votare se prima non conosceranno nome e programma del ministro designato.
Credo anche io che nell’appello sia stato poco opportuno attribuire valenza positiva alla rinuncia del papa a recarsi alla Sapienza. Al contrario, é stata una mossa politica della cui abilità abbiamo avuto, purtroppo, la riprova
29 Gennaio 2008 alle 18:04 |
Mah. Io credo che un pelino si debba stare attenti. Mussi ha sbagliato, come tanti, a unirsi al linciaggio dei 67. Sull’operato di Mussi come ministro, il parere potrebbe essere vario; sicuramente passerà alla storia per non essere riuscito a realizzare quasi nulla di cio` che ha messo in cantiere, tuttavia gli va dato atto che se c’è qualcuno che ce l’ha su con l’università abita a via XX settembre, non all’EUR, e stringe i cordoni della borsa. Tra le cose molto buone che Mussi ha fatto (ma chissà se resisterà alla crisi), c’è il nuovo regolamento dei concorsi, per esempio: un cambiamento culturale epocale.
A parte questo, pero`, Io credo che non si renda un buon servigio alla causa laica politicizzarla e tirarla di qua e di la. Per esempio, l’operato di Mussi come Ministro al di fuori dell’episodio della Sapienza è completamente off topic se si parla di laicità. Che c’entra su questo blog?
E poi: sicuri che la laicità abiti solo nel centrosinistra? O solo tra gli atei?
E infine: perché solo il centrosinistra, e non anche il centro destra, dovrebbe indicare il MUR? E perché solo il MUR?
Insomma, tutto legittimo; ma è questa la sede per aprire la campagna elettorale? Io non amo la censura, pero` se necessario tutelero` questo blog da derive che con la questione laica hanno poco a che vedere…
Ciao, Gherardo
30 Gennaio 2008 alle 0:01 |
Peccato ho saputo dell’iniziativa solo stasera, avrei voluto firmare anch’io perchè sono sempre dalla parte di chi non ha voce in capitolo e di chi viene strumentalizzato dall’informazione sempre piu’ faziosa.
Laura
31 Gennaio 2008 alle 18:11 |
Finalmente un blog che prenda in considerazione il laicismo. Peccato averlo scoperto troppo tardi per firmare. Dovremmo un po’ contarci e far valere le nostre ragioni. Io lo faccio intervenendo il più possibile.
31 Gennaio 2008 alle 20:14 |
[...] insomma, e Galileo? Cari amici, eccomi al quarto post su questo blog. La marea ha raggiunto il massimo, poi s’è ritirata… ma l’acqua è sempre lí, ed è [...]